Air Daryal
luglio 2025
Pierangela Franzoni: TRASPARIRE NEL TEMPO
Testo a cura di Air Daryal
Pierangela Franzoni dà forma a un linguaggio visivo che si
muove tra memoria e materia, evocando visioni sospese in un
tempo che sembra oscillare tra il ricordo e il presagio.
Autodidatta dalla formazione radicata nella ceramica e nel
disegno, Franzoni trasporta sulla tela olii densi e stratificati che
mantengono la carezza di un gesto meditato, consapevole,
spesso carico di attesa.
Nelle sue opere, il volto femminile non è mai soltanto ritratto: è
un’idea, un’eco, un vettore emotivo. La fisionomia è solo il primo
livello di lettura, perché ciò che domina è la tensione tra
presenza e sparizione, tra identità e simbolo. L’artista abita uno
spazio che fonde realtà percepita e dimensione interiore,
creando scenari in cui ogni elemento appare come emerso da
un fluido silenzioso e profondo.
È il corpo stesso della pittura a rivelare la narrazione: velature
che si dissolvono in campiture evanescenti, dettagli meticolosi
che si alternano a fratture formali, alfabeti disseminati e non
sempre leggibili. I segni, siano essi lettere o pattern, non
dichiarano: insinuano, suggeriscono, lasciano spazio
all’interpretazione. Come in un palinsesto, Franzoni stratifica
storie, ma lascia che siano gli occhi di chi guarda a comporre il
testo finale.
Centrale nel suo approccio è il concetto di tempo espanso: un
tempo non lineare, fatto di pause, ritorni e dissolvenze. Le
immagini sembrano trattenere l’attimo appena prima della
trasformazione. Questo tempo rarefatto è anche il tempo della
guarigione, del dolore superato, dell’introspezione che diventa
immagine. Una poesia visiva, mai gridata, che nasce dal fragile
equilibrio tra il trattenere e il lasciar andare.
La natura entra nelle sue opere non come soggetto, ma come
ambiente percettivo: si fa trama, atmosfera, vibrazione emotiva.
I materiali, i colori, le texture sembrano voler riportare alla luce
un legame primordiale tra corpo, terra e memoria. La
vulnerabilità, in questo contesto, non è debolezza ma
coscienza: soglia di ascolto, terreno fertile per una nuova
lucidità.
Con eleganza e controllo formale, Franzoni pratica un’arte del
trattenere: trattiene il gesto pittorico, la parola, l’esplosione
cromatica. Ma in questa misura, in questa tensione silenziosa,
risiede la forza profonda del suo lavoro. Le sue tele non
gridano, sussurrano. Non chiedono attenzione, la meritano.
Invocano uno sguardo lento, pronto a perdersi nei margini, nei
dettagli sfumati, nei simboli semi-sepolti.
Ogni opera è un invito a riscoprire la complessità dell’interiorità
attraverso una pittura che, pur mantenendo una chiara
figurazione, si spinge verso l’astrazione concettuale. Franzoni ci
mostra come l’arte possa essere un luogo di cura, di
sospensione, di ascolto — un ponte silenzioso tra l’invisibile e il
visibile, tra il tempo dell’anima e quello del mondo.
Le più recenti composizioni rafforzano questa direzione: lo
sguardo dei volti femminili si fa più diretto, quasi ipnotico,
mentre il paesaggio simbolico che li circonda si complica in
segni e traiettorie orbitanti, evocando ciclicità cosmiche e
connessioni profonde. Il colore, pur essenziale, vibra in accordi
sottili tra gelo e ardore, tra assenza e affermazione. La pittura
diventa così spazio mentale, quasi un altare laico dove il volto
umano si fa soglia tra memoria e visione.
In un panorama visivo spesso dominato dal rumore
dell’apparenza, Pierangela Franzoni riafferma con decisione
l’urgenza del silenzio come forma di resistenza. Il suo lavoro
non cerca consenso, ma profondità. È in questo ascolto
silenzioso, rigoroso, che si rivela il senso autentico della sua
ricerca: un esercizio di consapevolezza che ci invita a
riconoscere — nei cicli della pittura come in quelli dell’esistenza
— la possibilità di rinascere, senza clamore, ma con verità.
air darya
PREMIO ARTE 2024 - Cairo Editore
Ottobre 2024
In considerazione del fatto che le aree verdi diminuiscono sempre più nel contesto urbano, l’opera vuole essere una provocazione con un’immagine di costruzioni di un futuro prossimo dove il “verde” viene affidato alla tecnologia, materia ormai inserita in tutti gli ambiti fondamentali del nostro panorama.
Viene pertanto rappresentata una natura proiettata sulla facciata delle costruzioni o addirittura nel vuoto o ancora da scegliere attraverso il QRCODE.
Il senso dell’opera è che per tutelare il nostro futuro non basta una proiezione tecnologica ma è necessario da subito rinnovare l’ambiente urbano.
L’opera è stata selezionata tra i 40 finalisti dalla giuria del PREMIO ARTE 2024 ed esposta al Museo della Permanente di Milano dal 14 al 20 Ottobre 2024.
E’ stata inoltre inserita nel CATALOGO D’ARTE MODERNA n. 60 (Editoriale Giorgio Mondadori)
Critica a cura del Critico d'Arte Prof.ssa Orietta Pinessi
Concorso di Romano di Lombardia - "Territori - percorsi rigenerativi"
Novembre 2023
L’artista dimostra indubbia padronanza nella tecnica e nell’uso del colore uniti in un felice abbinamento compositivo.
Nella raffigurazione del soggetto naturalistico si può intuire una rappresentazione paradigmatica. Emozionante la qualità della sua tecnica e la coerenza della sua ricerca. Nella scansione del dipinto in fasce orizzontali si colgono le differenti emozioni che contrassegnano la visione.
“Il nostro futuro è scritto nei ghiacciai” è un progetto che ascolta e interpreta in maniera critica un’urgenza del XXI secolo, costruendo una narrazione sul tema del cambiamento climatico. Il lavoro è un esempio di come la pittura, uscendo dai propri limiti formali, innestandosi con diversi sistemi visivi, segni, simboli o visioni reali, riesca a diventare un corpo d’esperienza che abbraccia relazioni, spazi e sensi, agendo sulla nostra consapevolezza civica e politica.
Critica a cura del Dott. Michele Signorelli - Critico e Storico dell'Arte
Mostra collettiva ALASSIO ART EXPO 2022 - Galleria Artemy
Maggio 2022
Una trama di frammenti incastonati tra loro che si apre fino a lasciar affiorare un volto. Un volto netto, preciso, nitido, con lo sguardo fisso davanti a sè (all’orizzonte o su di noi?).
Il grigio limpido su tre margini lascia presto il posto a un tono caldo e rosato, che dialoga con le cromie della pelle della ragazza fino ad accendersi sulle carnose e salde labbra. Mentre gli occhi, tra il grigio e l’azzurro, fanno da richiamo alle tonalità più esterne e cristalline.
Il fondo, scuro come fosse un cielo notturno, rimanda ad uno scenario lontano e immenso, perso nel tempo. Il tempo di un volto.
Critica a cura del Dott.ssa Chiara Medolago
Mostra Collettiva Maestri Contemporanei - Art Expo - Sala Manzu' Bergamo
Luglio 2019
Un volto aggraziato dalle linee morbide e sensibili si mostra in tutta la sua freschezza. Uno sguardo che con fierezza sembra capace di spogliare l’anima di chi l’osserva, è il vero particolare catalizzatore dell’opera. A donarle una natura audace, è proprio lo sguardo, lento, rivelatore, profondo ed ipnotico. Una volta persi nella sua contemplazione, è difficile allontanarsi.
In una luce che dal lato destro incombe e crea tenui effetti d’ombra, la donna resta imperturbabile, fissa a tal punto da apparire una statua antica. Il capo, in alto, è decorato con una fascia, con un’acconciatura dalla cromia rosa che le dona uno stile esotico. L’aggiunta di colore vivo ed intimo permette alla figura di distaccarsi con gentile leggerezza dallo sfondo che vira verso il grigio.
La linea definisce e marca con eleganza la figura della giovane donna, mentre il colore ne accentua il valore di fragilità emotiva, di intimo ed amichevole dialogo. Linea e colore si intrecciano in una pittura di introspezione emotiva.
Il volto femminile si trova in uno spazio grigio che si arricchisce di delicati elementi decorativi geometrici, grafici, sovrapposti. Ecco che si arriva alle porte dell’anima della giovane in un lento e studiato avvicinamento tra fruitore e soggetto rappresentato che necessita di tempo ed adeguata attenzione.
Soltanto dopo aver osservato con premurosa cura la tela, si può con degno rispetto e cortese gentilezza instaurare un legame di personale confronto e reciproco scambio di emozioni. Come in un legame d’amicizia, sincero, vero, onesto ed unico.
Critica a cura del Prof. Giorgio Bertazzoli
Mostra Collettiva Maestri Contemporanei - Monaco di Baviera
2020
Colori caldi intrisi di un non so che di misterioso nei piani scomposti del disegno divino e della natura.
I colori sono la chiave di lettura assoluta di questo magistrale dipinto, che ci riporta alle tinte del Periodo Rosa di Picasso, quando l’arte del ‘900 è stata sconvolta dalla nascita della contemporaneità cubista.
Tutto nasce dalla grafica della pittura giapponese.
Potrebbe essere la “Montagna incantata” di Thomas Mann, oppure la montagna già contemplata di Cèzanne o il massiccio simbolico della scalata della vita. Ad ognuno il proprio cammino.